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ANIEF - Associazione Sindacale Professionale

  • Ancora condanne a carico del MIUR per abuso e discriminazione del lavoro precario in violazione della normativa comunitaria. Anief: le norme interne contrastanti con l'accordo quadro vanno disapplicate, finché la contrattazione collettiva non sarà adeguata alla normativa comunitaria, l'unica strada è quella del ricorso.    Continuano le condanne a carico del Ministero dell'Istruzione per l'illecita discriminazione posta in essere a discapito dei docenti precari cui non viene riconosciuto il diritto a percepire le progressioni di carriera nonostante i tanti anni di servizio con contratti a termine. I Giudici del Lavoro di Brescia, Milano, Taranto e Torino accolgono i ricorsi Anief e condannano il MIUR per violazione di norme comunitarie.    Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i lavoratori precari subiscono una ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai colleghi di ruolo perché non beneficiano degli incrementi stipendiali legati alla anzianità di servizio. Alla luce della giurisprudenza comunitaria, e come confermato dalle recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione, il giudice deve disapplicare le norme interne che attribuiscono il diritto alla progressione nelle posizioni stipendiali unicamente al personale assunto con contratto a tempo indeterminato e che riconoscono l’anzianità pregressa ai lavoratori precari immessi in ruolo soltanto con decorrenza dalla data di stipula del contratto a tempo indeterminato. Continuiamo a chiedere con fermezza l'immediato adeguamento del contratto di comparto alle direttive comunitarie.   L'Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.   Leggi tutto...

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  • È la cifra che verrà destinata per le prime 12 mensilità a tutti i nuovi insegnanti che tra un paio d’anni, dopo aver dimostrato di potersi mettere in cattedra per formare le nuove generazioni, verranno selezionati a seguito del rinnovato concorso per diventare insegnanti: lo stesso Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, annunciando i 600 euro lordi da assegnare ai neo assunti per il loro primo anno di lavoro, li ha definiti “poca roba”. Anief ricorda che non stiamo parlando solo di giovani ex studenti universitari, ma anche di precari storici, che a 40-50 anni avranno la forza di rimettersi in discussione. Come si fa a dire loro che per essere formati dovranno percepire 3.500 euro in un anno, ovvero lo stipendio che si assegna in poco più di un mese a un collega neo-assunto di un vero Paese moderno dove lo Stato non fa cassa sulla pelle dei precari?   Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un copione che si sta sempre più piegando verso il basso. A chi ha escogitato questa soluzione, vorremmo chiedere se ha pensato come faranno i docenti meritevoli a ‘campare’ con 70 euro a settimana, magari costretti a svolgere il loro primo anno di prova a mille chilometri da casa. Con il rischio, alla fine, di essere pure bocciati, al termine di un triennio svolto nel ruolo ibrido da docenti non più precari ma nemmeno di ruolo. Noi abbiamo compiuto tutto il percorso che era nelle nostre possibilità per contrastare il decreto legislativo 377: stiamo valutando se appellarci alle aule dei tribunali. Per stabilire se un modello di retribuzione iniziale di questo genere possa essere lecito oppure si tratti, come riteniamo noi, solo dell’ennesima soluzione adottata per salvaguardare i conti pubblici ledendo i diritti dei lavoratori.   Leggi tutto...

  • L’Ufficio Studi Anief è andato a verificare lo stato delle circa 100 Graduatorie a Esaurimento sparse per l’Italia: il risultato è che risulta una pia illusione quella di pensare di cancellarle in un quinquennio, come sostiene il Miur. La situazione più complessa, a oggi priva di sbocchi, è quella che riguarda i docenti degli alunni fino a 6 anni, che assieme ai colleghi della primaria non potranno nemmeno fruire della fase transitoria prevista della legge delega sul nuovo reclutamento. Il caso di Roma è clamoroso: nelle GaE permangono 6.104 maestri della scuola materna. Mentre i posti liberi, da destinare anche alla mobilità, sono poche centinaia. Così lo scorso anno sono stati immessi in ruolo appena 97 precari da GaE. A questo ritmo, serviranno oltre 50 anni per pensare di svuotare le graduatorie della provincia capitolina. Una situazione di sbarramento si verifica anche alle superiori, dove sono bloccati da decenni migliaia di docenti precari abilitati in classi di concorso caratterizzate dalla perenne penuria di posti liberi. Come le ex A017 e A019, riconducibili alle discipline economiche e giuridiche. Oppure della ex A029, educazione fisica, della ex A039, geografia.   A Milano quest’anno nella A046, ex A019 (discipline giuridiche ed economiche) c’erano la bellezza di 32 soprannumerari; per Filosofia (ex A037, ora A019) e Trattamento Testi (ex A075, oggi A066) rispettivamente 17 e 15 prof di ruolo; sempre nel capoluogo meneghino ci sono poi diverse decine di soprannumerari tra gli Itp. Sulle discipline giuridiche-economiche la situazione è pesante anche a Torino e a Bari, dove vi sono 19 prof oltre le disponibilità, a Verona e Vicenza (15) Firenze (13), Cagliari e Agrigento (10). Non va meglio nelle province più piccole, come Campobasso, dove nella A019 ci sono 12 docenti di ruolo senza posto.   Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per superare questa soluzione di stallo la soluzione è quella che abbiamo indicato da tempo, ovvero tramutare in organico di diritto le 100mila cattedre annuali, assumere su tutti i posti vacanti, potenziare i posti in organico di diritto nelle aree dove gli alunni sono a rischio abbandono scolastico, anticipare di 12 mesi l’inizio della scuola primaria. Altrimenti la fase transitoria non porterà di certo a esaurire le GaE, ma i precari. I quali, nel frattempo, invecchieranno senza aver acquisito quell’immissione in ruolo che sarebbe dovuta scattare in automatico subito dopo il conseguimento dei 36 mesi di supplenze anche non continuative, come ci dice da tempo l’UE. E anche i nostri tribunali, che sanzionano sempre più spesso uno Stato che sfrutta sine die il suo personale a tempo determinato.   Anief ricorda che è ancora possibile effettuare la preadesione al ricorso per l’inserimento immediato nelle GaE, a seconda della propria posizione da tutelare, collegandosi on line sul portale Anief. Per ulteriori informazioni sui ricorsi Anief e agire in tribunale per ottenere le medesime progressioni stipendiali dei lavoratori a tempo indeterminato, il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine e l’eventuale stabilizzazione, cliccare qui.   Leggi tutto...

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MEF - Assegno per nucleo familiare

noipa

02 maggio 2013

M.E.F./NoiPa – Informativa n° 60/2013 del 02/05/2013 – Assegno per nucleo familiare – Interventi anno 2013

Data

Roma, 2 maggio 2013

Messaggio

060/2013

Destinatari

Utenti Tutti

Tipo

Informativa

Area

Stipendi (o pensioni)

 

OGGETTO: Assegno per nucleo familiare – interventi anno 2013.

La normativa vigente prevede che la domanda di rideterminazione dell’assegno al nucleo familiare possa essere presentata all’Ufficio Responsabile del trattamento economico, non appena il dipendente è in possesso dei redditi complessivi relativi all’anno precedente.

Analogamente a quanto operato gli scorsi anni, a decorrere dal 1° luglio 2013, è prevista la sospensione automatica del pagamento di tutti gli assegni per nucleo familiare impostando come reddito familiare l’importo di € 1.000.001,00, escludendo eventuali situazioni già aggiornate con i redditi 2012.

Il personale interessato, riceverà un apposito messaggio nell’area riservata del portale NoiPA, a decorrere dal mese di maggio, con l’invito a ripresentare al più presto la domanda dell’assegno al nucleo familiare valida dal 1° luglio.

Si rammenta che, nel modello di domanda disponibile sul sito “NoiPA”, nella sezione “Modulistica”, vanno indicati i redditi percepiti nell’anno 2012, compresi i redditi a tassazione separata (presenti nei campi 351 e 353 del modello CUD/2013). Tali redditi possono essere desunti dal modello CUD/2013, dal modello 730/2013 o dal modello Unico 2013.

Si chiede la collaborazione di tutti gli Uffici Responsabili del trattamento economico nel dare massima priorità alle segnalazioni per assegno al nucleo familiare al fine di evitare disagi all’utenza.

  IL DIRIGENTE

   Roberta LOTTI


 

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